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Value bet: definizione e calcolo

Il principio sta in una riga: scommettere quando la quota paga più di quanto valga il rischio. Il calcolo è semplice. Il difficile è stimare la probabilità meglio del bookmaker. Ecco la formula, un esempio con cifre, e la trappola che pochi siti segnalano.

In breve: un value bet è una scommessa la cui quota è più alta di quanto giustifichi la probabilità reale dell'esito. C'è valore quando probabilità × quota > 1. Un esito con il 50 % di probabilità proposto a 2,20 dà 0,50 × 2,20 = 1,10: un valore atteso del +10 % della puntata, nel lungo periodo.

Che cos'è un value bet, e che cosa non è

Un value bet non è una scommessa sicura, né una scommessa sul favorito. È un prezzo troppo generoso. Un outsider a 5,00 può essere un value bet se vince più di una volta su cinque; un favorito a 1,20 può non esserlo se vince meno di cinque volte su sei.

Il valore non dice nulla sul risultato di una partita. Dice che cosa ci si può attendere in media se si ripetesse questa scommessa un gran numero di volte allo stesso prezzo, a condizione che la stima di probabilità sia corretta.

Fase 1: trasformare una quota in probabilità

Ogni quota indica una probabilità, detta implicita: probabilità implicita = 1 ÷ quota. È anche la percentuale di successo da raggiungere solo per rientrare delle spese a questa quota.

QuotaProbabilità implicita
1,5066,7 %
2,0050,0 %
2,5040,0 %
3,0033,3 %
4,0025,0 %

Fase 2: togliere il margine del bookmaker

Su una partita, le probabilità implicite dei tre esiti superano sempre il 100 % in totale. Questa eccedenza è il margine del bookmaker. Per ottenere la stima reale del mercato, si divide ogni probabilità per il totale.

EsitoQuotaImplicitaSenza margineQuota equa
Casa1,9052,6 %50,1 %2,00
Pareggio3,5028,6 %27,2 %3,68
Trasferta4,2023,8 %22,7 %4,41
Totale105,0 %100 %

La «quota equa» è quella che esporrebbe un bookmaker che non prendesse nulla. Qui il pareggio pagato 3,50 ne varrebbe 3,68: il margine del 5 % si nasconde in questa differenza.

Fase 3: confrontare con la vostra stima

È la fase decisiva. Stimate, con la vostra analisi o con un modello, la probabilità dell'esito. Poi:

valore atteso = probabilità × quota − 1

Se stimate il pareggio al 30 % e viene proposto a 3,50: 0,30 × 3,50 − 1 = +5 %. Se un altro operatore lo propone a 3,70: 0,30 × 3,70 − 1 = +11 %. La stessa stima vale il doppio presso il secondo, ecco perché conviene confrontare i margini prima di tutto.

Il calcolo funziona anche al contrario: la quota minima a partire dalla quale una scommessa ha valore è 1 ÷ la vostra probabilità. Al 30 % serve più di 3,33.

La vostra scommessa ha valore?

Probabilità implicita della quota
Quota minima per avere valore
Valore atteso per scommessa

La trappola: battere la quota equa non basta

Molti strumenti segnalano un value bet appena la stima supera la probabilità senza margine del mercato. È una scorciatoia ingannevole, perché non si gioca mai alla quota equa: si gioca alla quota proposta, margine compreso.

Riprendiamo il pareggio dell'esempio. Il mercato lo stima al 27,2 % senza margine. Se la vostra stima è del 28 %, siete ben al di sopra del mercato. Ma a 3,50: 0,28 × 3,50 − 1 = −2 %. La scommessa resta perdente nel lungo periodo, perché il margine si mangia la differenza.

Tra la probabilità equa (27,2 %) e la probabilità implicita (28,6 %) c'è una zona in cui si «batte il mercato» pur perdendo denaro. L'unico test che conta è probabilità × quota proposta > 1.

Su MARGE, la differenza mostrata in una scheda partita («Value +3 %», per esempio) misura lo scarto tra il nostro modello e la probabilità senza margine del mercato. È un segnale da esaminare, non una promessa di valore atteso positivo, ed è per questo che lo segnaliamo solo a partire da 3 punti di differenza.

Perché i veri value bet sono rari

È quanto mostra la nostra inchiesta sulla redditività dei pronosticatori: un metodo corretto, testato su migliaia di partite, può vincere più di una volta su due e perdere comunque denaro.

Che cosa fa MARGE

Confrontiamo tre modelli (quote, forma, storico) con la probabilità senza margine del mercato, e pubblichiamo ogni pronostico prima della partita, vinto o perso. Le differenze sono piste, mai certezze.

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Domande frequenti

Un value bet è una scommessa vincente?

No. Un value bet può perdere, e perde spesso. Il valore si misura solo su un gran numero di scommesse, e solo se la stima di probabilità è corretta.

Che differenza c'è tra quota equa e value bet?

La quota equa è la quota del mercato senza il margine del bookmaker. Un value bet è una scommessa la cui quota proposta supera la quota corrispondente alla vostra stima. Battere la quota equa non basta, come mostra l'esempio del pareggio qui sopra.

Si può vivere di value bet?

Molto raramente. I pochi scommettitori che ci riescono lavorano su mercati a basso margine, con modelli collaudati, e gli operatori spesso limitano le loro puntate. Non è una fonte di reddito.

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